Come Alcuni Mediatori Americani Offrono Servizi di Mediazione al Pubblico – E Perche’

Negli Stati Uniti, molti mediatori (soprattutto all’inizio della loro carriera) promuovono i loro servizi di mediazione utilizzando un metodo seguito da parecchi anni da avvocati:  offrendo a potenziali clienti (le due parti) una consultazione gratuita di 60 minuti – faccia-a-faccia, per telefono oppure online.

Durante quell’ora, il mediatore ha la possibilita’ non solo di spiegare alle parti i benefici della mediazione, il suo ruolo neutrale, eccetera; ma anche di capire in che misura quella particolare controversia si presta ad essere mediata, e quale potrebbe essere la migliore strategia durante le sessioni di mediazione successive.

Alla stessa stregua, le due parti hanno la possibilita’ di stabilire il loro interesse non solo nei confronti del processo di mediazione, ma anche nei confronti di quel particolare mediatore. In particolare, ognuna di loro puo’ rispondere ad alcune domande chiave quali :

  • Visto cio’ che e’ successo durante l’ora passata insieme, mi fido di questo mediatore ?
  • Mi sento a mio agio con lui/lei ?
  • In che modo e misura quei 60 minuti passati insieme mi sono stati utili ?
  • Vale la pena fissare (e cominciare a pagare) una seconda sessione di mediazione ?

Per questo motivo, quando la nostra associazione di mediatori (Association for Conflict Resolution Hawaii Chapter) conduce simulazioni online di mediazione, durante la fase di debrief non solo discutiamo quanto successo durante i 60 minuti di mediazione (in termini di efficacia del metodo, strategie e tecniche utilizzate dal mediatore). Ma cerchiamo anche di stabilire se e’ probabile o meno che le due parti si ripresenteranno ad una seconda sessione di mediazione con quel mediatore – e perche’.

Mi chiedo se questo approccio cosi’ tipicamente Americano (semplice e pragmatico)  potrebbe funzionare anche in Italia per offrire servizi di mediazione al pubblico. Cosa ne pensate ?

Giuseppe Leone

ATTENZIONE – Per le nostre simulazioni online di mediazione non usiamo piu’ Skype.