Cosa Puo’ un Mediatore Realisticamente Fare in Soli 50 Minuti ?

Durante la fase di debrief della simulazione del 29 febbraio, abbiamo discusso anche un punto critico e di carattere generale. Abbiamo parlato della necessita’ o meno da parte del mediatore di stabilire fin dall’inizio (nell’interesse sia suo che delle parti) quali obiettivi sono realisticamente raggiungibili in 50 minuti.

I 50 minuti derivano dal fatto che se dai 60 minuti di durata della mediazione (la prima delle due fasi delle nostre simulazioni), ne togliamo 10 necessari per spiegare alle parti alcuni punti essenziali — per esempio, cos’e’ la mediazione, come funziona, il ruolo del mediatore, riservatezza, sessioni congiunte e private, eccetera – e per rispondere ad eventuali loro domande di chiarimento, di minuti disponibili per “fare qualcosa” ne restano appunto soltanto 50.

Visto che i casi che simuliamo hanno spesso due componenti – uno oggettivo (specifiche questioni da risolvere) e l’altro relazionale – quanto realistico e’, da parte del mediatore, sperare di risolvere tutto in quei 50 minuti? Non sarebbe meglio, invece, chiarire subito alle parti cosa possono aspettarsi in cosi’ breve lasso di tempo? Durante il debrief  del 29 febbraio abbiamo percio’ considerato questa necessita’ di porre (e porsi) obiettivi realistici da due prospettive diverse: quella del mediatore e quella delle parti.

Prospettiva del Mediatore – Se il mediatore riconosce e accetta i limiti di cio’ che puo’  realisticamente fare in 50 minuti, potrebbe concentrarsi di piu’ su un numero limitato di obiettivi – e avere maggiori probabilita’ di raggiungerli. Questa “consapevolezza del fattibile” lo aiuterebbe, per esempio, a non farsi cogliere dalla spesso istintiva voglia (che a volte diventa persino ansia) di incoraggiare le parti a raggiungere in fretta qualche forma di accordo — accordo che, proprio perche’ raggiunto in fretta, potrebbe anche non funzionare in pratica.

Prospettiva delle Parti – Se ci mettiamo nei loro panni, forse arriviamo a questa conclusione. Meno chiari sono gli obiettivi che il mediatore aveva fissato e spiegato loro fin dall’inizio (su cio’ che poteva succedere nei 50 minuti successivi) — e maggiori le loro probabilita’ di rimanere deluse — e pertanto di decidere (spesso un paio di giorni dopo) di rivolgersi a qualche altro mediatore – o persino di abbandonare completamente la strada della mediazione.

Per capire meglio il parere su questo argomento di tutti i mediatori che partecipano al nostro progetto pilota, abbiamo percio’ organizzato un sondaggio online, i cui risultati e commenti verranno poi condivisi con tutti loro.

Giuseppe Leone